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Home Sersale un pò di storia

Un pò di storia

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A cura di Pino Campise

Sersale, originariamente fondato da oriundi, venutisi a trovare nei pressi del Monte Angaro, la salubrità dell’aria, l’acqua pura ed il terreno fertile hanno permesso l‘insediamento dei suoi fondatori.
Nel mio intento di esplorare il territorio del Comune di Sersale e ricostruire un’immagine nuova, caratterizzata non solo dalle bellezze naturali ma anche dal lavoro dell’uomo, che sfruttando le risorse naturali, penso, ha segnato il territorio come un centro di molteplici attività artigianali.
La vicenda dell’arte fabbrile mi offre la possibilità di aprire un percorso di ricerca orientato ad individuare ed a recuperare, non solo l’antico mestiere dell’homo faber e le sue tecniche di lavorazione ma anche la tipologia dei prodotti artistico-artigianali, nel tentativo di documentare e mantenere viva la tradizione artigianale di Sersale, le cui vie erano caratterizzate dalle piccole e tante botteghe di fabbri: le “forge” dei Campise, dei Gallè, di De Fazio (Simune), di Gigliotti, di Scalise, di Mancuso, dei Lia, di Ramundu, dei Schipani.
Ogni rione del paese era asservito da un fabbro ma anche da calzolai, falegnami, cestai, lattonieri, massaie che tessevano al telaio, sarti ecc.
Il lavoro di ricerca di questa pubblicazione vuole essere il giusto riconoscimento di un’arte antica, vecchia quanto l’uomo e la sua divulgazione, il modo per far meglio conoscere l’arte del ferro battuto e tutto ciò che di bello e di artistico comporta.
Nella “Memoria Storica” il Parroco Don Pasquale Perri, nella prefazione cita testualmente:

Il desiderio di conoscere la storia e le vicende della propria patria è generalmente avvertito da ogni cittadino ed a questo sentimento – che è quasi un bisogno dello spirito – io cedetti nell’imprendere le ricerche e le investigazioni sull’origine di Sersale.

E ancora:

Spiacendomi poiché andassero disperse, credetti opportuno ordinarle e riassumerle in una esposizione sommaria, che ora – dopo molti anni – mi induco a pubblicare, sia perché non mancano in queste memorie belli e segnalati esempi di virtù, sia perché potrà essere utile non soltanto ai contemporanei, quanto e soprattutto alle future generazioni, di conoscere la storia del nostro passato e di tramandar loro quella dei tempi presenti, di questi nostri tempi che pare stiano in mezzo tra un periodo storico che va tramontando, ed una nuova epoca di avvenimenti che racchiudono gravi incognite.
Catanzaro, gennaio 1910

A Sersale tutta l’attività artigianale era concatenata; di fatto, Sersale, piccolo centro fiorente di antiche maestranze, pullulava di arti e mestieri.
L’attività artigianale a Sersale era composta dalle seguenti figure professionali, in parentesi citate in dialetto sersalese, da leggere marcando sulla sillaba accentata.
•    Custulìari    (sarto)
•    Scarpàru    (calzolaio)
•    Fhalignàme    (falegname)
•    Cistàru    (cestaio)
•    Scarpellìnu    (scalpellino)
•    Carvunàru    (carbonaio)
•    Varrilàru    (barilaio)
•    Fhorgiàru    (fabbro ferraio)
•    Fhorgiàru    (maniscalco)
•    Mbastàru    (sellaio)
•    Zombàru    (operaio agricolo)
•    Quadaràru    (calderaio, stagnino)
•    Seggiàru    (impagliatore sedie)

Alcuni, originariamente fabbri si sono dedicati nel settore meccanico, in quanto alcuni fabbri con capacità di inventiva meccanica si sono dedicati in questo settore con capacità ed ingegno, abbiamo alcuni esempi a Sersale che tra l’800 e il 900 si sono distinti per il proprio ingegno artistico.

In tempi remoti alcuni fabbri erano itineranti e uno di questi ha lasciato il segno anche a Sersale. Si chiamava Nicola Santoro da Caserta che costruì l’orologio da torre installato nel campanile della chiesa Madre nel 1870. Sull’orologio è impressa la scritta punzonata : “Nicolas Santoro Casertanus costruxit A.D. 1870”
L’orologio è un piccolo capolavoro dell’ingegno di un fabbro d’altri tempi.

Altra nota, degna di rilievo, per il nostro piccolo centro di Sersale è dato dall’attività dei buoni fabbri che hanno dato nel ramo della coltelleria sapiente maestria per la realizzazione di armi da taglio ed artisticamente eccellenti, parlo dei Pugnali e Coltelle Calabresi; in effetti nel n. 2/2002 della rivista “Lame d’Autore” nell’articolo dedicato ai serramanico calabresi vi è una citazione sulla celebre ricerca effettuata da Raffaele Corso in occasione della Mostra Etnografica Italiana del 1911 a Roma, cita i centri di Sersale ed Andali quale provenienza di artigiani di coltelleria.
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 Il mitico Pugnale Calabrese rinvenuto in una soffitta a Sersale. Gli esemplari in Italia sono pochi.

Alcune curiosità
Ogni oggetto, fucinato, progettato e costruito in  modo artigianale è l’espressione più o meno alta della cultura locale e di chi lo ha prodotto, i labili e delicati confini dell’arte rude del fabbro si delineano e si presentano sempre più netti quando l’ideazione di un oggetto d’uso quotidiano assume l’aspetto prettamente artistico.
E’ il caso degli anelli, piccola estrosità di un vecchio fabbro di Sersale che dalle monete (cinquecento lire d’argento) ne ricavava la materia prima per la forgiatura di qualche oggetto più pregiato del ferro, esempio con la moneta sono stati fatti una dozzina di anelli d’argento; (il ricicl o di materia prima, come per esempio bossoli di cannoni o di altro materiale bellico delle 2 Guerre è un argomento da trattare a parte).


Anello
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Nella foto a lato una moneta da 10 tornesi e le 500 lire d'argento, che con quest'ultima un maestro fabbro d'altri tempi ha realizzato alcuni anelli,   il fabbro era Campise Giuseppe (1906-1977)(mio nonno) esperto per il trattamento termico dell''acciaio (tempra a colore) e per gli utensili da taglio.

Altra piccola curiosità della forgiatura di un fabbro d’altri tempi , interessante per la sua semplicità e facilità di utilizzo, con motivi di decoro tipicamente forgiati a caldo e poi rifiniti a lima è “U SPIRUNE”; attrezzo casalingo usato in genere per tagliare la pasta fatta in casa dalle massaie, ma il suo uso più idoneo era per tagliare “a pittella de’ pittanchiuse” (dolce tipico sersalese natalizio) che come noto lascia il tipico bordino a zig-zag. Di circa 15 cm. di lunghezza, in ferro, con motivi di ornamento sul manico che richiama la lavorazione delle chiavi forgiate antiche.
Un semplice chiodo a ribbattere fissa la rotellina da taglio scanalata, con 16 intagli da un lato e 17 dall’altro.
La rotellina era ricavata da monete in rame o bronzo. Quello raffigurato nella foto è il particolare della rotellina da taglio usando una moneta da 10 Tornesi del 1862 e si nota il profilo del viso della moneta stessa 
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"U Spirune" utensile casalingo per tagliare la pasta fatta in casa
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Citazioni

E' facile
tracciare linee
curve o parallele,
forme visuali
o immaginarie.
Difficile è marcarle a fuoco,
renderle espressive.
                   A. Magnelli



L'espressione
non uscirà mai
dalle mani incolte.
Solo avendo nelle mani
il pieno mestiere
si può a volte
affrontare il sogno.
                        G. Manzù



Fare dell'arte
è una delle manifestazioni
dell'intelligenza dell'uomo,
difficile è stabilirne
i limiti,le ragioni,
le necessità.

L'unica libertà
è l'intelligenza.

Una farfalla nello spazio
eccita la mia fantasia,
liberatomi della retorica
mi perdo nel tempo
e inizio i miei buchi.
                      L. Fontana


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Notizie flash

E' in pubblicazione un nuovo sito su Sersale. Il sito è raggiungibile all'indirizzo www.sersale.ws. La decisione, non prevista, è avvenuta per puro caso quando i primi di questo caldo agosto 2009, discutendo con un caro amico, Salvatore Borelli, egli si è reso disponibile ad occuparsi della gestione di un sito. Abbiamo concordato che un nuovo sito su Sersale ci poteva stare, anche perchè sersale.eu è nato come sito "statico" e francamente non me la sentivo di metterci mano. Eccoci quà, Salvatore facci vedere tutto il tuo impegno . . e in bocca al lupo!